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CREATURE ARTIFICIALI

Una tipologia di creature infelici, sia in letteratura che poi al cinema, sono quelle non propriamente umane, in altre parole, quegli esseri con aspetto umano, ma non venuti biologicamente al mondo da altri esseri umani. 

In linea di massima, queste creature sono frutto di strani e inquietanti esperimenti, condotti di solito da scienziati, o comunque, persone con nozioni scientifiche piuttosto elevate, che per qualche ora della loro vita hanno forse voluto mettersi al posto del Creatore per verificare se fossero in grado di emularlo anche nella sua massima capacità.

Gli esiti sono drammatici, le conseguenze ancor di più.

Viktor Frankenstein, il più noto, creato in una notte buia e tempestosa dalla diciottenne Mary Shelley nel corso di una gara narrativa, assembla pezzi di cadaveri per dar vita alla sua creatura che, oltre ad essere mostruosa, è anche aggressiva poiché, come i vampiri, è consapevole di poter amare, vorrebbe essere amata, non ci riesce e quindi uccide colui o colei che la respinge.

Il mostro di Frankenstein è ricordato al cinema in varie pellicole, ma sono essenzialmente due quelle che vanno menzionate: FRANKENSTEIN di James Whale del 1931 e, ai nostri giorni, FRANKENSTEIN D I  MARY SHELLEY firmato da Kenneth Branagh, in una sontuosa versione interpretata da Robert de Niro

Figlio’ più o meno naturale della creatura di Frankenstein, in versione anni ’90 e decisamente più soft e favolistico, è Edward Mani di Forbice, scaturito dalla fantasia dark di Tim Burton che, con questo film ha realizzato a mio parere il suo irripetibile capolavoro, raccontando la fiaba di una creatura prototipo di una nuova tecnologia, basata su metallo e pasta di biscotti, inventata da uno scienziato bizzarro e solitario, abitante in un castello su una collina che sovrasta una piccola e zuccherosa città di provincia, che non riesce a terminarlo, causa infarto fulminante, lasciandolo con due mazzi di cesoie al posto delle mani, rendendogli in questo modo la vita e le relazioni pubbliche molto difficili.

Se al primo impatto il film può far pensare superficialmente che renda omaggio ai diversamente abili, come si usa definire oggi, con una punta di ipocrisia, i portatori di handicap, in realtà, la storia allude ai diversi mentali, ai ‘non allineati’ col conformismo imperante, a chi preferisce rimanere se stesso, nonostante tutto, piuttosto che uniformarsi al cinismo della collettività, e infine, a chi vuole rimanere bambino, al punto che il  nostro Edward, alla fine sceglie, anche costretto dagli eventi, di ritirarsi nella solitudine del castello avito e passare il tempo a scolpire nel ghiaccio la figura della ragazza amata, generando così una pioggia di schegge di neve che scende nella cittadina i cui abitanti non hanno mai visto la neve, diventando una sorta di leggenda.        

Altra creatura frutto della tecnologia, anche quando è primitiva, è l’automa.  E qui abbiamo il primo caso di incontro fra due generi: fantasy e fantascienza.

L’UOMO DEL BICENTENARIO di Isaac Asimov è forse più fantascienza, nel racconto di un robot talmente avanzato da arrivare a desiderare di diventare umano, ottimamente interpretato al cinema da Robin Williams. Il racconto di Asimov termina con la trasformazione del protagonista da robot in essere umano. Il film allunga la storia di più del doppio mostrando anche la sua vita che si svolge più o meno secondo i canoni della normale vita umana, matrimonio compreso, e si conclude con la morte, come qualsiasi essere umano.

Creature che oscillano al confine fra umano e tecnologico, sono anche i replicanti di Blade Runner, uomini e donne, costruiti all'interno di una grossa multinazionale elettronica, la Tyrrell Corporation, con una scadenza di 4 anni, ma con un'anima che non li distingue molto dagli umani. E sempre in tema, si può citare il 'Meca' del bellissimo intelligenza artificiale, bambino dall'aspetto umano, ma vivente grazie a circuiti elettronici, partorito dalla fantasia letteraria di Philip Dick, (Cacciatore di androidi, da cui: Blade Runner), e adattato per il cinema dal sempre talentuoso e immaginifico Steven Spielberg

by slm                                                       torna ad archivio          altri argomenti: fantasmi, fenomeni paranormali, fiabe, vampiri