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FANTASMI  

La figura del fantasma ha un grande pregio: un’estrema flessibilità.

Diversamente dal personaggio del vampiro, che in qualunque frangente lo si faccia muovere finisce sempre col fare una sola cosa, cioè mordere; il fantasma si presta a essere inserito in molte situazioni diverse e, sulla sua figura possono essere tessute trame svariate e interessanti.

 

Se la figura del vampiro, concreta e tangibile, raffigura la carnalità e l’erotismo che sono concetti materiali, il personaggio del fantasma, col suo aspetto evanescente, è un concentrato di simbolismi psicanalitici che vanno dalle paure nascoste in ognuno di noi, ai sensi di colpa, per finire nei desideri più reconditi e inconfessabili. Gli spettri, e le storie relative più classiche, sono quelli del romantico fantasma della donna uccisa per amore o per tradimento – che comunque ha sempre a che fare con l’amore - , e quello inquieto, che si aggira senza pace, in cerca di vendetta per un grave torto subìto.

Su questa ultima situazione, non mi stancherò mai di citare un film, fog, tratto da un romanzo di James Herbert, e egregiamente diretto da John Carpenter, che, rispettandone il romanzo e l’atmosfera, ha saputo realizzare un film che inchioda letteralmente lo spettatore alla sedia, senza mostrare né una goccia di sangue, né tanto meno scene raccapriccianti, dimostrando in questo modo che si può spaventare a morte la platea senza provocare conati di vomito. La storia, in breve, vede un vascello fantasma apparire in mezzo alla nebbia che sale dal mare, e avvicinarsi alla costa dell’isola Antonio Bay,  ogni cento anni. Sul vascello, gli spettri coperti di alghe, di una ciurma di pirati, sono pronti a recuperare il loro tesoro, lasciato dentro una grotta cento anni prima e, a vendicarsi del loro sterminio perpetrato dagli abitanti dell’isola all’epoca del loro sbarco.

Il più letterariamente famoso è rebecca, la prima moglie di Daphne du Maurier  dove in realtà, il fantasma non appare materialmente, ma fa sentire la sua presenza infondendo alla protagonista, seconda moglie del ricco De Winters, angoscia e profondo senso di inferiorità nei confronti di Rebecca, prima consorte di De Winters morta in circostanze poco chiare. Rebecca ha avuto la sua gloriosa versione cinematografica per opera del grande Alfred Hitchcock.  Recentemente, in tv, abbiamo visto una buona traduzione, fedele all’opera, con Alessio Boni nel ruolo di De Winters.

 La narrativa avente il fantasma per argomento vanta un buon numero di racconti, scaturiti soprattutto dalla penna e dalla mente malata, tuttavia prolifica, di Edgar Allan Poe. Basti ricordare la caduta  della casa degli usher, in cui aleggia lo spettro della figlia del proprietario di un castello, malata, creduta morta e sepolta viva nella cantina di casa.

Da segnalare anche un’incursione di Virginia Woolf con il racconto la casa stregata e, in Italia, la casa del granella di Luigi Pirandello, storia di un avvocato, che non crede ai fantasmi, ma si trova a dover trattare un caso legale riguardante un’abitazione con fantasma come inquilino, obbligando l’uomo a rivedere alcune sue certezze. Queste ultime due opere non sono diventate mai film.

 In materia, ricordiamo per esempio anche William Shakespeare, che usa fantasmi in molte delle sue tragedie, come Amleto, o Macbeth, affidando ad essi il ruolo di messaggeri, col compito di mettere all’erta i personaggi vivi da pericoli gravi e imminenti.  Inutile dire che Shakespeare ha avuto moltissime trasposizioni teatrali, innanzi tutto, ma anche cinematografiche, con grossi nomi passati alla storia della settima arte, e con buone versioni.  Amleto la fa da padrone, interpretato da Lawrence Olivier, riccamente realizzato da Franco Zeffirelli con Mel Gibson e personalmente reinterpretato da Kenneth Branagh, in una versione ambientata non più nel Rinascimento, bensì nel 1800.

 Ma, sul personaggio del fantasma, qualcuno ha anche trovato il modo di parlarne con una vena ironica. E questo qualcuno non è uno qualsiasi, bensì il grande Oscar Wilde, che ci ha deliziato con il fantasma di canterville, sorta di favola che vede un nobile inglese, Simon Di Canterville, morto da vigliacco nel 1500, rifarsi vivo in una antica casa tipicamente britannica, ma acquistata e abitata da una famiglia americana poco incline a farsi spaventare da uno spettro, per rimediare alla sua codardia, in una girandola di situazioni comiche che mettono in risalto col sorriso le differenze culturali fra vecchia Europa e civiltà dell’Oltre Oceano. L’opera è stata portata al cinema, nel 1944, da Jules Dassin, ma sono in pochi a ricordarsela. .

 

fantasmi in televisione

Anni fa, la televisione ci ha regalato quello che forse è stata l’opera fantasmatica più suggestiva e interessante mai trasmessa, che non ha basi letterarie vere e proprie, bensì riferimenti. Sto parlando de Il segno del comando, andato in onda in 5 puntate nel lontano 1971, firmato da Daniele D’Anza, che vedeva Ugo Pagliai nelle vesti di un insegnante d’inglese, innamorato e studioso di Lord Byron che viene a Roma per una conferenza sull’autore, ed è ospite a casa del pittore Marco Tagliaferri, dove incontra la bellissima modella Lucia, di cui resta affascinato. Piccolo dettaglio: sia il pittore che la modella sono morti un secolo prima.

Pur non avendo né basi, né riferimenti letterari, in televisione è passata anche, ahinoi praticamente inosservata, qualche anno fa (1995), una miniserie, in 5 puntate anch’essa, andata in onda ad orario impossibile (mezzanotte ed oltre) sulla Rai, firmata da Pupi Avati come soggettista e sceneggiatore, che si intitolava voci notturne. Lo sceneggiato merita di essere ricordato per la sua trama estremamente intrigante, che vedeva come protagonista lo spettro di una contessa morta di tetano, a conoscenza di molti segreti di una Roma gotica e poco conosciuta, incastonata in una storia che potrebbe essere tranquillamente considerata come un anticipo del Codice da Vinci, di Dan Brown, mischiata al pendolo di Foucault  di Umberto Eco, con tanto di setta segreta, La Società Teosofica per la rinascita dello Spirito Originario, nella cui sede sono custoditi documenti scottanti sulla permanenza delle truppe tedesche durante la 2° Guerra Mondiale, e un sospetto collaborazionismo da parte di ebrei contro altri ebrei , il tutto condito con molto esoterismo e una bella dose di suspence. Peccato che il master di questa opera sia andato distrutto.

Non sono moltissime le serie incentrate su questi evanescenti personaggi, ma, nel panorama odierno, vogliamo ricordare tre serials di cui uno è andato in onda pochi anni fa ed è già terminato, e si intitolava appunto fantasmi, con una connotazione thriller. Il secondo titolo ghost whisperers, ha per protagonista la graziosa Melinda che riesce a comunicare con le creature ultraterrene in modo molto naturale.

Ultimo per ora, supernatural (se ci clicchi sopra, leggerai lo special sulla serie), che vede protagonisti due fratelli a caccia di fantasmi e dèmoni, ciascuno col suo background di simboli psicanalitici, con molte citazioni letterarie e cinematografiche

by wm                                    

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