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I MEMORABILI

a cura di slm (showlandmaster)

AGORA', alien, apocalypse now, ARANCIA MECCANICA, AVATAR, bastardi senza gloria, BLADE RUNNER, district 9, django unchained, FRANKENSTEIN JUNIOR, harry potter e i doni della morte 1; harry potter e i doni della morte 2, il signore degli anelli, incontri ravvicinati del terzo tipo; INTERSTELLAR; lanterne rosse, LO HOBBIT, LO HOBBIT - LA DESOLAZIONE DI SMAUG, LO HOBBIT - LA BATTAGLIA DELLE 5 ARMATE, RASHOMON, THE BLUES BROTHERS, UN PESCE DI NOME WANDA

 

2001, odissea nello spazio

 

regia: stanley kubrik

con: Keir Dullea, GaRy Lockwood

 

Per sapere tutto o quasi del film, cliccare qui.

 

 

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agorá

di alejandro amenàbar;

con: rachel weisz, max minghella

Ipazia è una filosofa,astronoma e scienziata ad Alessandria d’Egitto,,nel IV sec d.c.

Tempi duri, in cui i cristiani vanno al potere, distruggono idoli pagani e la biblioteca d’Alessandria. Ipazia è amata da due uomini, ma lei preferisce essere libera per continuare i suoi studi matematici e astronomici. Il vescovo Cirillo e i cristiani non possono ammettere che una donna, per giunta pagana, si occupi di scienza,e la addita come strega. Il film tocca diversi punti importanti, e questo comporta poco approfondimento, ma è  ben recitato, bellissime scenografie e costumi. Fa commuovere, appassionare e riflettere. Da vedere.       by Ale

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a  l  i  e  n

di RIDLEY SCOTT

con: SIGOURNEY WEAVER, TOM SKERRIT, JOHN HURT....

 

Ovviamente, qui, segnalo solo il primo capitolo della saga, memorabile esempio di fanta-horror dalla trama piuttosto classica, ma dall'atmosfera inusitatamente claustrofobica, da manuale, che mette davvero i brividi, di cui si deve ringraziare l'arte indiscutibile di un grande Scott, al meglio di sé.

Per saperne di più.....

 

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APOCALYPSE NOW

 

di: Francis Ford Coppola

con: Martin Sheen, Marlon Brando, Robert Duvall, Harrison Ford.

 

Super film spettacolare e spietato sulla guerra del Viet Nam, nel quale viene messa in evidenza l'assurdità e la sanguinosità di un conflitto in cui molti americani hanno partecipato, ma pochi - soprattutto i giovani soldati "semplici"  - hanno creduto, e nel quale molte vite sono andate ingiustamente e, spesso inutilmente, perse, specie quelle di innocenti, fra militi e civili del posto, nel corso di azioni folli e cruente, decise da graduati che sembra volessero solo divertirsi.

Molto liberamente ispirato al breve romanzo "Cuore di tenebra"* di Joseph Conrad, il film narra di un gruppo di ufficiali americani, capitanati da Benjamin Willard (Sheen) ai quali un ufficiale spregiudicato chiede di andare a rintracciare un certo colonnello Kurz (Brando) che ha fatto perdere da un pò le sue tracce.

Le ultime notizie su di lui lo dànno nascosto, forse, in Cambogia, preda di deliri di onnipotenza causati da possibile stress da guerra. Nel frattempo, prima di partire per la missione, Willard assiste, impotente e sconcertato, ad un attacco, con elicotteri, ad un villaggio vietnamita, organizzato dal tenente colonnello Kilgore soltanto per accaparrarsi un tratto di mare libero dove fare surf, sequenza questa che rimarrà negli annali della storia del cinema per l'impatto visivo ed emotivo, grazie anche al cinicamente trionfante commento musicale della celebre Wagneriana Cavalcata delle Walkirie che pare fornire ulteriore carica aggressiva all'azione.

Dopo aver studiato il dossier su Kurz, Willard raduna i suoi uomini e si avventura lungo il fiume Nung che sconfina in Cambogia, immergendosi, soprattutto verso la parte finale del viaggio, in un'atmosfera da incubo, culminante nel ritrovamento dell'uomo ricercato, che avviene di notte e che termina con la sua uccisione e la distruzione del villaggio di cui era diventato capo incontrastato ed idolatrato dalla popolazione locale. (Nella versione redux, il villaggio non viene distrutto).

La realizzazione del film ha avuto diverse vicissitudini e avversità. Durante le riprese un attore ha avuto un infarto e un tifone ha distrutto i set costringendo la troupe a ricostruirli e a rigirare molte scene, alzando purtroppo il budget preventivato. Nonostante tutto, la pellicola ha incassato 150 milioni di dollari in pochi mesi, permettendo così la sua inclusione nell'elenco di quelle di maggior successo in tutti i tempi, e ha vinto 2 Oscar: fotografia (V. Storaro che, tra l'altro fa una comparsata, stile Hitchcock), e miglior sonoro.

*Anche nel romanzo di Conrad, il ricercato si chiama Kurz ma, a differenza del personaggio del film, è un trafficante di avorio e la storia  è ambientata in Africa. Inoltre, la parte del film effettivamente e direttamente ispirata al romanzo è proprio e solo l'ultima, ovvero: il viaggio sul fiume e il raggiungimento dell'isola, con l'incontro/scontro fra Willard e Kurz.

Una curiosità: oltre a Storaro, anche lo stesso  Coppola appare in un cammeo nel ruolo di un regista televisivo. By slm

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ARANCIA

MECCANICA

regia di stanley kubrik

con: Malcolm McDowell, Patrick Magee

 

Se ne parla esaurientemente qui.

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AVATAR

Di james cameron

con: sam worthington, sigourney weaver

 

Cosa dire di questo film? Non si sa da che parte cominciare. Prima di tutto: la trama. In  un futuro presumibilmente abbastanza lontano, in cui sulla Terra le risorse energetiche sono quasi alla fine, un gruppo di scienziati, alla disperata caccia di fonti,  viene a sapere che sul pianeta Pandora esiste un minerale, rarissimo e costosissimo, che però farebbe al caso loro. Problema: il pianeta Pandora è abitato dalla tribù locale dei Na'vi, costituita da esseri bellissimi, alti 3 metri e con la pelle blu, che vivono in completa simbiosi con la natura della foresta, in cui vivono anche i loro dèi, e fantastiche creature della fauna. Hanno formato una società che funziona alla perfezione, e praticano un culto le cui divinità sono le piante stesse. Sono guerrieri ma, sostanzialmente non vogliono la guerra.

L'equipe scientifica ha messo in atto un programma di creazione di avatar, e lo usa subito per spedire il pilota Jake Sully (Worthington), - sulla sedia a rotelle a causa di un incidente in una passata missione - , su Pandora, dove deve infiltrarsi nella popolazione locale e guadagnarne la fiducia. Ci riesce e si innamora anche di Neytiri, la figlia del capo tribù, la quale gli insegna a cacciare e ad amare la natura. Ma una parte dell'equipe ha intenzione di mettere le mani sul minerale che si trova al centro della foresta e, per raggiungere lo scopo non guarda in faccia a nessuno, mandando le ruspe sul pianeta a fare tabula rasa di tutto ciò che c'è, compresi gli esseri umani.

Per un inconveniente tecnico sull'astronave, Sully viene scoperto e cacciato dalla tribù. Ma non si arrende e, per riguadagnare la fiducia, prova a cavalcare l'animale più pericoloso della fauna locale e, su di esso ritorna da Neytiri avvertendo lei e i superstiti della sua tribù di mettersi in salvo dal grave pericolo che incombe su di loro.

La storia del film e i costumi colorati e succinti dei Na'vi, potrebbero riportare vagamente alla memoria il periodo delle scorribande spagnole post Colombo nei territori centro e sudamericani, quando Cortez, Pizzarro e soci approdarono in Messico e in Perù, e fecero scomparire tre imperi per accaparrarsi l'oro di cui quei Paesi erano ricchi.

Cameron ha saputo ricreare un microcosmo vegetale e animale, fantastico nel vero senso del termine, e paradisiaco, molto somigliante alla fitta foresta amazzonica, in cui si assiste anche a scene romantiche, estremamente suggestive, accompagnate da una bellissima musica.

Che dire, quindi? Capolavoro. E nient'altro.    slm

 

Commento di Ale.

Bellissima la parte filosofico/religiosa e la ricostruzione del mondo alieno, banalotta la trama, direi quasi pretestuosa per farci vedere la società naturalistica dei Na vi: ci sono pochi colpi di scena, anzi non ce ne sono proprio, anche le morti di alcuni personaggi fanno parte di un cliché del genere. Trattato superficialmente il tema del ‘vivere un’altra vita’ , che comunque avevamo già visto in altri film, come Il mondo dei replicanti, o in Strange Days. Detto ciò, tutto il resto è spettacolare e anche profondamente spirituale. Anche commovente.

 

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BASTARDI SENZA GLORIA

by QUENTIN TARANTINO

con: brad pitt, christof waltz, diane kruger, mélanie laurent

 

Come per tutti i film di Tarantino, anche su questo ci sarebbe da scrivere un saggio.

Per realizzarlo, Tarantino si è ispirato a Quel maledetto treno blindato di Enzo Castellari, iniziando il film alla "Sentieri selvaggi" di Ford, passando molto vicino a "Vogliamo vivere" e terminando la sua storia nell'unico posto dove il regista amerebbe forse finire le storie dei suoi film, cioè al cinema.

Le vicende narrate nel film sono due e scorrono parallele, incontrandosi poi al termine. Si comincia in Francia, nel 1941 con la visita del colonnello Landa (Waltz) ad una famiglia ebrea di cui poi ordina lo sterminio dopo un delirante interrogatorio al capofamiglia. Unica superstite: Shosanna (Laurent) che fugge via per la campagna.

L'altra vicenda è focalizzata su un gruppo di soldati ebrei ed americani, il cui capo, Aldo Raine (Pitt), di origine pellerossa intende sterminare i Nazisti serbando come ricordo dell'impresa lo scalpo di ognuno di essi, in perfetto stile Apache.

3 anni dopo, 1944, Shosanna, divenuta proprietaria di un cinema ereditato dagli zii morti durante la guerra, conosce un giovane nazista, soldato e attore, protagonista di un film propagandistico della guerra dove lui è un 'eroe' che uccide ebrei e americani. I tedeschi cercano un locale per proiettare il film e il soldato/attore convince Shosanna e Goebbels, ministro della Propaganda Nazista,  a proiettare il film proprio nel cinema della ragazza. Lei acconsente perché in testa ha un progetto diabolico: a fine proiezione vuol dar fuoco a tutto il materiale, fortemente infiammabile per uccidere tutto lo Stato Maggiore del Terzo Reich. Nella realizzazione del progetto troverà l'aiuto di Raine e i suoi uomini che sono venuti a conoscenza del piano grazie ad un'attrice tedesca  (Krueger) in combutta con gli Alleati. All'ultimo momento si decide di cambiare sala per la proiezione, ma il destino è uno solo: il finale è....incendiario!

Ovviamente, tutto ciò che si vede nel film è un'ipotesi sulla quale Tarantino si è divertito a divagare, immaginando una possibile e giusta (?) vendetta da parte degli Ebrei e di tutti coloro che durante l'ultima guerra hanno subito gravi perdite e grossi torti, nei confronti dei Nazisti.

Il film è inoltre una carrellata di svariati generi cinematografici che vanno dal bellico, al western, al thriller, con un tocco di commedia nera e sarcastica in linea con lo stile di Tarantino, un regista che ama decisamente il cinema e si vede.         

by slm

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BLADE RUNNER

 

 

Regia: Ridley Scott

 

Con: Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young.

 

Se ne parla con dovizia qui .

 

 

 

 

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District 9

Di Neil Blomkamp

Con: Sharlto Copley, David James, Vanessa Haywood

Venti anni fa sono arrivati gli alieni a Johannesburg, sono soprannominati Gamberoni per il loro aspetto e vengono chiusi in un ghetto-baraccopoli, il Distretto 9, schifati da tutti, anche dai neri, usati dagli scienziati per orribili esperimenti e dai nigeriani per loschi traffici di ogni tipo. Ma un giorno un umano della MNU , la corporation che si ‘occupa’ di loro, viene a contatto con un liquido alieno e inizia a trasformarsi. Il film più che di fantascienza è un film drammatico sul tema del razzismo, dell’integrazione e dell’accettazione del diverso; ha varie scene violente e un taglio documentaristico, con alcune riprese a mano, che può piacere o meno. Interessante, ma particolare. Sicuramente fa discutere.     by Ale

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DJANGO UNCHAINED

 

di: QUENTIN TARANTINO

con: Jamie Foxx, Christoph Waltz, Samuel L. Jackson, Leonardo di caprio

 

King Schultz, - interpretato dal bravissimo Christoph Waltz, premio Oscar per Bastardi senza gloria, sempre di Tarantino, e anche per quest'ultimo film  - di origine tedesca; colto, poliglotta, elegante nel vestire, raffinato nei modi, ed esigente con se stesso nel volersi presentare al meglio al prossimo tanto da aver educato il suo cavallo a salutare la gente con un breve inchino del capo, è anche terribilmente logorroico, ma altresì abile e veloce con le armi da essersi guadagnato la "licenza di uccidere" rilasciatagli dal Tribunale Giudiziario della contea, che gli ha consentito di svolgere la professione di cacciatore di taglie..E con tale licenza scorrazza per le strade sterrate e polverose del West a caccia di ricercati, possibilmente delinquenti incalliti, per farli fuori senza molte cerimonie. 

Durante una delle sue scorribande incontra lo schiavo Django (ottimamente interpretato da Jamie Foxx, granitico e di poche parole, stile Clint Eastwood), lo libera uccidendo i suoi carcerieri, lo porta via con sé e lo nomina suo assistente personale. Nel corso del lungo e freddo inverno, lo addestra ad usare le armi, ma gli insegna anche a vestirsi - bene - e a comportarsi da gentiluomo, nozioni che Django, intelligente, apprende con velocità. Dall'ex schiavo, Schultz viene a sapere che l'uomo ha una moglie, persa durante la cattura e la successiva (s)vendita al mercato degli schiavi, di cui non sa più nulla da quel giorno, e che vorrebbe ritrovare, convinto che sia ancora viva. Il cacciatore si dichiara disposto e disponibile ad aiutare Django nel ritrovare la donna e insieme partono alla sua ricerca. La rintracciano in una grossa fattoria diretta da Candy (un Leonardo di Caprio magistralmente capriccioso ed infantile), uomo crudele, frivolo e isterico, che tratta gli schiavi come animali, che ha un maggiordomo nero e razzista nei confronti dei suoi simili (un ottimo Samuel L. Jackson), ma che non è abbastanza sveglio da intuire subito l'affare che Schultz gli propone per liberare la ragazza. Quando però lo capisce, scatta in lui la rabbia e l'incontro termina con un massacro in puro stile Tarantiniano: violentissimo, con spargimento di sangue a litri, urla disumane, esagerato, ma proprio per questo, anche grottesco, incredibile, quasi comico. Dopo quella mattanza, Django, ben chiaro in testa chi deve uccidere, proseguirà la sua vendetta contro chi ha fatto del male a lui e alla sua donna, producendosi in una mega sparatoria ammazza-tutti finale ancor più volutamente spietata e assurda della precedente, e si riunirà alla moglie in un trionfo teatrale dell'amore.

Notoriamente appassionato di cinema, Tarantino infila nel film un mare di citazioni che lo spettatore si diverte ad individuare, indovinare e a ricordare, pescando soprattutto nel filone degli spaghetti-western anni '70 e nei B-movies. Non a caso, compare anche Franco Nero, in un cammeo, a rammentarci che proprio lui aveva interpretato il ruolo quarant'anni fa nel film omonimo, quasi un omaggio a quel cinema ingenuo, ma anche molto popolare, che ci aveva allietato in quel periodo.

Altro omaggio al cinema è anche la parte che Tarantino si è ritagliata nel film, citazione al grande Alfred Hitchcock che ha firmato i suoi capolavori apparendo per qualche secondo nella pellicola.

Ma Tarantino non si è accontentato di comparire solo pochi attimi; lo si vede per quasi metà del secondo tempo.

Da non perdere. slm

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FRANKENSTEIN JUNIOR

di Mel Brooks; con: Gene Wilder, Marty Feldman. teri Garr

Il capolavoro delle parodie alla celebre saga del famoso mostro creato dalla fantasia di Mary Shelley.

Un certo dottor Fredrick Frankenstein (pron: Frankenstiin) potrebbe essere un discendente del suo sinistramente conosciuto avo Victor. Lui non ci sente da quest'orecchio, ma molte caratteristiche del suo carattere sono simili a quelle dell'antenato. Così, si trova suo malgrado a dover recarsi in Transilvania e, con l'aiuto di due assistenti decisamente sui generis - fra cui Igor (pron: Aigor) -, a riassemblare la creatura con conseguenze imprevedibili....

Si ride fino alle lacrime grazie anche all'interpretazione straordinaria di Wilder e del bravissimo, nonché compianto e indimenticabile Marty Feldman negli irresistibili panni del gobbo Igor (con la gobba che si sposta! e l' "occhio che uccide"), il tutto calato in uno scenario bianco e nero gotico che, in questo caso, risulta ancor più ironico, icastico, esilarante!! Insuperabile, inimitabile! Slm

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Harry Potter e i doni della morte (parte 1)

 

di: david yates

con: daniel radcliff, emma watson, rupert grint, helena bonham carter

 

Voldemort e i suoi hanno occupato Hogwarts e il Ministero della magia, ed Harry, Hermione e Ron sono alla ricerca degli Horcrux, il che si rivela più difficile del previsto. Il film è il più ‘adulto’ della serie, con momenti introspettivi, litigi tra amici, bellissimi panorami che si intonano perfettamente ai momenti e allo stato d’animo dei protagonisti. Doloroso, commovente, ma non mancano scene d’azione, magie ed inseguimenti che vivacizzano le situazioni.  I più piccoli potrebbero annoiarsi, piacerà di più ai grandi.  

by Ale

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HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE, PARTE 2A

 

di: David Yates.

Con Emma Watson, Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Helena Bonham Carter, Bonnie Wright

 

Tutto finisce, anche le cose belle.

Dopo dieci anni dal 1o capitolo LA PIETRA FILOSOFALE, il maghetto Harry Potter ci lascia con l'ultima pirotecnica avventura che mette la parola fine ad un'epopea destinata indubbiamente ad entrare nella storia della narrativa e del cinema fantastico, stavolta non made in U.S.A.

Harry ed i suoi inseparabili amici Hermione e Ron devono recuperare gli ultimi Horcrux che racchiudono lembi dell'anima di Voldemort, il cattivo della saga e, per farlo devono tornare ad Hogwarts, la miglior scuola di magia lasciata per cause di forza maggiore, dove loro sono cresciuti ed hanno appreso nell'arco di sei anni scolastici tutto lo scibile per laurearsi nella specialità.

Tutto finisce come da copione previsto per tutte le favole degne di questa definizione, in un tripudio di effetti speciali in 3D, compresi baci d'amore fra le coppie Harry e Ginny e fra Hermione e Ron, con matrimonio e prole con cui li vediamo dopo 19 anni, a conclusione sia del romanzo che del film.

Dicevamo: tutto finisce, anche le cose belle ma, attenti!! Non è detto che le favole terminino con la parola FINE, non perché delle avventure di Harry Potter sia previsto un seguito (non illudiamoci! La Rowlings ha detto: no), bensì per il posto che la saga è già andata ad occupare nella memoria di tutti noi.

A pensarci bene, noi ricordiamo tutte le favole che abbiamo letto, segno questo che, malgrado in fondo al libro ci sia scritto FINE, ogni favola è stata registrata nella nostra mente ed il nastro (o meglio il DVD) è sempre pronto a ripartire tutte le volte che noi abbiamo voglia di sognare.

Al prossimo sogno. slm.

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IL SIGNORE DEGLI ANELLI (trilogia)

di: Peter Jackson

con: Eljah Wood, Martin Freeman, Ian McKellen, Christopher Lee, Cate Blanchett, Orlando Bloom.....Dall'opera omonima di John Ruel Ronald Talkien.

 

Se ne parla dettagliatamente qui.

 

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INCONTRI RAVVICINATI DEL terzo tipo

 

di: STEVEN SPIELBERG

con: Richard Dreyfuss, Melinda Dillon, François Truffaut

Un gruppo di persone, che non si sono mai viste in vita loro, sono accomunate dalla stessa esperienza: hanno avuto incontri ravvicinati con extraterrestri e ricevono lo stesso messaggio che le porta a recarsi in un luogo del Wyoming, chiamato La Torre del Diavolo, dove assisteranno all'atterraggio di enormi dischi volanti, e dove faranno la conoscenza personale dell'equipaggio proveniente dallo spazio.

Più che un film un sogno, il quale, all'epoca, (1977) incantò grandi e piccini con la speranza che un giorno potesse avverarsi. Un film foriero di un messaggio di pace universale e possibilità di comunicazione con popoli addirittura non dello stesso mondo, che divenne un cult, e lo è rimasto come emblema di una positività per un eventuale miglior futuro. Un classico intramontabile da vedere e rivedere. slm.

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INTERSTELLAR

di: CHRISTOPHER NOLAN;

con: MATTHEW McCONAUGHY

In un futuro non troppo lontano, la Terra è in piena carestia, e tutti devono fare i coltivatori, anche l'ex astronauta Cooper. Costui, con la figlia, scopre che la Nasa non è stata smantellata come dicevano, anzi, è in procinto di organizzare un nuovo viaggio verso un buco nero artificiale che, distorcendo lo spazio-tempo, offre la possibilità di esplorare nuovi mondi da colonizzare: anni fa erano già partiti altri astronauti, e ora è necessario il recupero, e la scelta dei mondi selezionati. Cooper viene reclutato e accetta. Ma le cose non andranno come previsto.

In questa lunghissima pellicola (due ore e tre quarti). Nolan si ispira chiaramente a Kubrick e al film 2001: Odissea nello spazio, offrendo però, alla fine della storia, tutte le risposte di cui lo spettatore ha bisogno, sciogliendo tutte le trame e sottotrame che è riuscito ad ordire nella prima parte del film. Alcune spiegazioni sono comprensibili solo a chi ha una laurea in fisica, meccanica quantistica e specializzazione in astrofisica, ma la maggior parte risulteranno chiare ha chi ha una certa pratica con le storie di fantascienza. Bellissime trovate sceniche ed effetti speciali, bravi attori, ottima colonna sonora, colpi di scena, equilibrato mix di scene d'azione e scene più intimistiche e riflessive, ragione e sentimento, non manca nulla.

Da non perdere per gli appassionati del genere. By Ale

 

Recensione di slm: in un certo senso, questo film potrebbe costituire una sorta di risposta a 2001 Odissea nello spazio pur essendo decisamente diverso dal capolavoro fantascientifico di Kubrik e cioè: un giorno, in effetti, sarà possibile organizzare viaggi intergalattici sfruttando i vari tunnel spazio-temporali che accorcerebbero di molto le distanze fra pianeti? Esistono davvero? Ma quali potranno essere, in realtà le conseguenze? Riguardo  alla realizzazione del film, mi associo ad Ale.

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LANTERNE ROSSE

di: ZHANG YIMOU;

con: GONG LI

Cina, anni '20, un ricco signorotto cinese si sposa per la 4a volta, ma tutte le mogli vivono nella sua immensa lussuosa dimora. La vita matrimoniale è scandita dall'accendersi delle lanterne rosse che hanno ispirato il titolo, davanti alla stanza della moglie con cui il signorotto decide di passare la notte. L'ultima sposa sembra essere la preferita. Davanti alla sua stanza, la lanterna si accende più spesso di quanto si accenda davanti alle stanze delle altre 3 consorti. Lo scatenarsi di invidie e gelosie fra le varie donne è inevitabile e l'ultima, pur dimostrandosi piuttosto cinica e senza troppi scrupoli,  ci rimette pesantemente rimanendo sola.

Film indimenticabile non tanto per la trama quanto per la sua realizzazione: ottima fotografia e splendidi costumi. Le riprese sono simmetriche secondo lo stile dei grandi fotografi della cui categoria fa parte anche lo stesso Yimou. Atmosfere ovattate, luce bassa ma calda, dialogo essenziale e silenzi che parlano più delle parole sono altre caratteristiche che conferiscono al film un'aura davvero unica. Forse, un regista europeo non avrebbe saputo fare altrettanto. C'è chi lo ha definito l'Akira Kurosawa cinese, ma il regista giapponese ha un altro stile. Da ripescare e vedere. Assolutamente! slm

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lo Hobbit

 

Di: Peter Jackson;

con: martin freeman, hugo weaving.

Sessant’anni prima delle avventure narrate nel Signore degli Anelli, Bilbo Baggins viene ingaggiato dal mago Gandalf il Grigio per aiutare i nani, guidati dal principe Thorin, a riconquistare la loro terra Erebor, che era stata sottratta anni prima dal drago Smaug. Affronteranno molte insidie, ma incontreranno anche degli amici …e Bilbo si troverà a tu per tu col Gollum, impadronendosi del celeberrimo anello.

Il film, primo di una trilogia (inizialmente dovevano essere 2 parti), è molto grazioso, lungo e lento nella parte iniziale (si potevano tagliare benissimo almeno 20 minuti), ma poi prende il via sulle ali dell’avventura; non è però paragonabile al Signore degli Anelli, né come trama né come personaggi. Troviamo comunque le fantastiche scenografie dei film precedenti, molti personaggi già conosciuti, altri nuovi, creature varie e feroci combattimenti, come da copione del genere fantasy; ottima la colonna sonora, gli effetti e gli attori.

Noi l’abbiamo visto in 2D, ed è consigliabile non vederlo in 3D, perché essendo il film girato a 48 fotogrammi, invece di migliorare l’effetto tridimensionale peggiora, rendendolo eccessivamente finto. Comunque film da vedere! By Ale. 

 

Recensione del wm: in molti punti, concordo con Ale, tuttavia, devo dire che, rispetto alla trilogia del Signore degli Anelli, in questo caso Jackson si è mantenuto più fedele al romanzo, senza apportare troppe variazioni, almeno riguardo a questa prima parte della storia. Per il resto, ritengo giusto ricordare un paio di ottimi momenti del film (ma anche del romanzo): l'incontro di Bilbo con Gollum - e il giochino degli indovinelli -, nonché l'arrivo delle aquile.

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LO HOBBIT - LA DESOLAZIONE  D I  SMAUG

di peter jackson;

con: martin freeman, richard armitage, aidan turner.

 

In questo secondo capitolo, Bilbo, Gandalf e i 12 nani capitanati da Scudodiquercia continuano le loro avventure, scontrandosi con orribili creature ed incontrando nuovi/vecchi personaggi: assistiamo infatti, tra l'altro, all'incontro con gli elfi. C'è molto più ritmo e azione rispetto al primo capitolo, e anche cupezza: si intravede infatti l'inizio dei grossi guai provocati dall'anello e dal Male che ritorna. I nuovi personaggi sono ben delineati, c'è anche un accenno a una love story... interrazziale, e infine scene davvero epiche ed emozionanti, sia a livello di dialogo che visive. Ottima anche la coralità del film, la colonna sonora e ovviamente gli effetti. Peter Jackson ha superato se stesso. Film da non perdere!  By Ale 

 

Recensione di slm: niente male nemmeno il drago !!!  

 

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LO HOBBIT, LA BATTAGLIA DELLE 5 ARMATE

di: PETER JACKSON;

con: BENEDICT CUMBERBATCH, JAN McKELLEN, LUKE EVANS, ELIJAH WOOD, MARTIN FREEMAN, CATE BLANCHETT

 

Il terzo capitolo della trilogia dello Hobbit parte esattamente da dove era finita, con la bellissima scena della battaglia di Bard contro il drago Smaug; dopo si passa alla presa di Erebor e dei suoi tesori da parte dei Nani, con conseguente nuova battaglia per impossessarsi di parte del tesoro: l'avidità di tutte le razze fa si che Nani. Uomini ed Elfi si scontrino tra loro. Però l'arrivo dei cattivi fa sì che la battaglia prenda un'altra direzione. Il film funge molto da raccordo con la trilogia degli Anelli, le battaglie sono spettacolari ma un pò lunghe, e ci sono alcune assurdità, tipo i mostri mangiaterra che compaiono e poi non se ne sa più nulla, o alcuni dialoghi insensati; pellicola comunque piacevole , da vedere. By Ale.

 

Recensione di slm: sì, concordo con Ale: forse un po' troppo incentrato sulla battaglia ma, nel complesso, valido. Ricordo che il finale del romanzo è l'inizio del 3^ capitolo del Signore degli Anelli, ovvero: l'uccisione di Deagol da parte di Smeagol che poi, il potere malefico dell'Anello trasforma in Gollum.

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RASHOMON

di AKIRA KUROSAWA

con: TOSHIRO MIFUNE

Forse il suo film più significativo e, senz'altro, uno dei più originali film di tutti i tempi. Ispirato al racconto "Nel bosco di Akutagawa", il film è incentrato sul dialogo fra quattro  personaggi: un boscaiolo, un monaco, un passante ed un assassino, intorno all'episodio increscioso dell'omicidio di un samurai. La caratteristica saliente del film - ed anche del racconto - è la visione, nonché la versione individuale, che ciascun personaggio ha, ed espone, dell'evento, rendendo in questo modo difficile stabilire quale sia la verità su di esso e come le cose siano realmente andate, creando tuttavia amibiguità interessanti ed assai intriganti. Snobbato e bistrattato alla sua uscita, grazie ad una produttrice italiana, il film poi, ha vinto il Leone d'Oro a Venezia e, successivamente, l'Oscar come miglior film straniero, nel 1950. slm. 

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THE BLUES BROTHERS

 

di: JOHN LANDIS

con: JOHN BELUSHI, DAN AYKROYD, CARRIE FISHER, ARETHA FRANKLIN, RAY CHARLES, con il cammeo straordinario di un giovane Steven Spielberg.

 

Tre anni dopo esser finito dietro le sbarre, il rapinatore armato Jake Blues viene liberato per buona condotta. Ad attenderlo fuori dal carcere c'è il fratello Elwood, una ex fidanzata inferocita, la notizia che l'orfanotrofio dove sono cresciuti sta per essere chiuso e l'illuminazione divina. Convinti di essere in missione per conto di Dio i Blues brothers riuniscono con le buone e le cattive la vecchia band e organizzano un grande concerto benefico mentre fuggono da polizia, una banda di musicisti, il proprietario di un locale e i nazisti dell'Illinois che li vogliono fare fuori....

Commedia musical/demenziale, scatenata, divertentissima, con una colonna sonora da "urlo". Indimenticabile per forza !!! slm

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UN PESCE  D I  NOME WANDA

 

di: CHARLES CHRICHTON

con: IL GRUPPO DEI MONTY PYTHON, JAMIE LEE CURTIS

 

Storia di un colpo grosso alla Diamond House. Il capobanda imbosca il bottino. I complici lo denunciano alla polizia. Il grisbì alla fine andrà all'avvocato del capo, che s'è innamorato della bella della banda.

Un fulgido esempio di come si possa far morir dal ridere lo spettatore, con intelligenza. Non succede spesso. slm

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